Il Comune di San Mauro rinnova con forza il suo impegno al fianco delle scuole e delle famiglie. L’obiettivo è chiaro: accompagnare le giovani generazioni verso un uso consapevole, critico e sicuro del web. In un’epoca in cui la vita digitale è parte integrante della quotidianità, fornire gli strumenti giusti non è più un’opzione, ma una priorità educativa.
Giovedì 5 marzo il sipario del Teatro Gobetti si è alzato per un appuntamento speciale dedicato alle classi della scuola media Pellico (IC1), con il patrocinio del Comune di San Mauro. Protagonista è stato lo spettacolo “La Sindrome di Peter Pad”, una produzione d’avanguardia ideata dalla Compagnia Pindarica e inserita all’interno del progetto scolastico “Un patentino per lo Smartphone” per sensibilizzare gli alunni ad un uso consapevole della tecnologia.
Non si è trattato di una semplice lezione, ma di uno Spettacolo Multimediale unico nel suo genere, progettato per coinvolgere attivamente ed emotivamente sia gli studenti che gli insegnanti. Sul palco, l’attore ha interagito in tempo reale con Animazioni Digitali videoproiettate, creando un dialogo serrato tra realtà fisica e mondo virtuale. Grazie al talento di Paolo Arlenghi e Matteo Cionini, i ragazzi sono stati catapultati in un’esperienza estremamente dinamica, dove la tecnologia è diventata lo strumento per svelare se stessa. Gli alunni della Pellico non sono rimasti semplici spettatori: hanno partecipato con entusiasmo, rispondendo agli stimoli visivi e narrativi. Lo spettacolo si è confermato uno strumento prezioso per affrontare temi complessi con il linguaggio dei ragazzi:
- Cyberbullismo e Privacy: come tutelare i propri dati e difendersi dalle aggressioni online.
- Like Addiction e Dipendenza: l’analisi critica della ricerca ossessiva di approvazione sociale e dell’uso problematico dello smartphone.
- Empatia ed Educazione Emotiva: il vero cuore pulsante dell’evento.
Particolarmente significativa è stata la parte conclusiva, dedicata a una profonda riflessione collettiva. Dopo l’energia della messinscena, i ragazzi sono stati guidati in un momento di sensibilizzazione che ha messo al centro l’aspetto umano: capire che dietro ogni schermo c’è una persona. Questo finale riflessivo ha permesso di trasformare l’energia dello spettacolo in consapevolezza concreta, toccando corde emotive profonde.
“Solo collaborando è possibile fornire ai più giovani la bussola necessaria per navigare online con responsabilità e rispetto per se stessi e per gli altri”.





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